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La psicomotricità

Il termine PSICOMOTRICITÀ valorizza la sinergia tra movimento ed immagine mentale, tra azione e mondo interiore, tra atto ed intenzionalità, considerati in un’ottica di integrazione personale e sociale dell’individuo.

Grazie a studi sviluppatisi nel corso del ’900 in diversi ambiti scientifici, che evidenziavano sempre maggiori connessioni tra sviluppo emotivo, affettivo, cognitivo ed organico e confermavano quindi le prime ipotesi teoriche di alcuni studiosi francesi secondo le quali l’esperienza motoria era in grado di modificare incisivamente i livelli cognitivi di soggetti con disabilità, la Psicomotricità ha avuto un’evoluzione progressiva ed un graduale riconoscimento.

In Psicomotricità non si considera solo la completa integrazione tra mente e corpo, ma si supportano anche i processi di sviluppo dell’infanzia, valorizzando il bambino come essere di globalità, che manifesta e realizza sé stesso attraverso la pienezza della propria azione nel mondo nell’interazione con l’altro, nell’uso dello spazio e degli oggetti, nella capacità di rappresentarsi attraverso il movimento, la parola, il gioco.

La Psicomotricità si interessa in modo particolare ai seguenti aspetti dello sviluppo:

  • la relazione tonico-emozionale tra bambino e adulto all’interno dei processi di sviluppo

  • la strutturazione del pensiero e dell’identità attraverso l’azione

  • l’integrazione delle diverse funzioni, nella formazione delle abilità personali

  • il gioco pre-verbale e senso-motorio nella scoperta della realtà e nell’espressione di sé

  • lo sviluppo del gioco simbolico nella formazione del pensiero e dell’identità

  • la percezione e strutturazione dello spazio e del tempo come elementi fondanti nella percezione della realtà

  • lo sviluppo della socializzazione nelle sue diverse fasi

TERAPIA ED ESPERIENZA EDUCATIVA

La pratica psicomotoria, sia educativa che terapeutica, si fonda sul principio-base di attivazione del “piacere sensomotorio”, fonte di sblocco e di cambiamento del bambino.

E’ quindi espressione dell’unità psicosomatica perché crea una fusione tra le sensazioni corporee e gli stati tonico-emozionali consentendo l’attivazione della globalità.

Gli ambiti di intervento possono essere preventivi, educativi e terapeutici.

Gli obiettivi che si possono raggiungere durante un percorso riguardano il cambiamento e lo sviluppo armonico del bambino come soggetto attivo e consapevole della sua esperienza di essere al mondo.

In ambito riabilitativo o terapeutico la terapia neuropsicomotoria si rivolge ai bambini con diverse tipologie di deficit ed è finalizzata ad attivare l’elaborazione diretta di problematiche personali del soggetto in difficoltà attraverso l’affidamento individuale al terapista che propone percorsi di riabilitazione e di cura.

Ricordiamo che i movimenti del nostro corpo rispecchiano la nostra personalità: sono espressione delle potenzialità che ciascun individuo può raggiungere a livello motorio, affettivo, relazionale e cognitivo.

La terapia neuropsicomotoria interviene nella comprensione e nella correzione dei disturbi ricollegabili al rapporto tra mente e corpo orientandosi verso due obiettivi fondamentali: instaurare o restaurare la comunicazione e l’identità del bambino.

La terapia si struttura in uno spazio (setting), attraverso la relazione a due (terapeuta e bambino) e si esplica essenzialmente in un approccio corporeo incentrato prevalentemente sul gioco e poco sulla parola e la verbalizzazione. Pertanto, il bambino non viene chiamato ad eseguire sterili esercizi strutturati e decisi rigidamente dal terapeuta, ma sperimenta e vive emozioni che gli consentono di essere accolto globalmente, con le sue difficoltà, le sue angosce, paure e desideri, favorendo una sempre migliore consapevolezza del suo Sé corporeo e, quindi, una migliore espressione e comunicazione verso l’esterno.

Nell’esperienza educativa i bambini possono vivere la dimensione ludica, potenziando le proprie abilità motorie, sociali, comunicative, valorizzando quindi le dimensioni relazionali tra adulto e bambino, del gruppo dei pari, ludiche, creative.

L’educazione psicomotoria favorisce la manifestazione dell’espressività del corpo nonché la sua crescita e il suo sviluppo verso tre obiettivi che si arricchiscono scambievolmente: la comunicazione, la creazione, l’operazione (nel senso del pensiero operatorio Piagettiano).

L’intervento di educazione psicomotoria si struttura in un contesto di gruppo in un’ottica che raccoglie l’idea di come il bambino percepisce il proprio corpo e di come questa percezione viene integrata nella personalità.

Dr.ssa Elena Mantovani

Neuropsicomotricista e psicomotricista Milano

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